Vantaggi delle esercitazioni con sovraccarico

La possibilità di utilizzare pesi molto bassi, inferiori come intensità alle corrispondenti esercitazioni senza sovraccarico, consente ad individui dotati di scarse capacità di forza di migliorarsi sino a poter utilizzare anche l'altra metodica di lavoro.
Le conoscenze di biomeccanica, unite all'esperienza ed alla fantasia degli allenatori, hanno consentito di elaborare un elevato numero di esercitazioni, permettendo un intervento localizzato sulla muscolatura che si vuole potenziare: tale intervento può essere mirato sulla muscolatura principale o su quella sinergica di ciascun movimento complesso. È da notare come quest'ultima molto spesso non venga interessata sufficientemente dal lavoro.
Un altro vantaggio del lavoro con sovraccarichi è dato da una più stabile e migliore acquisizione delle varie capacità muscolari, e in un tempo ridotto rispetto alle esercitazioni a carico naturale. Ciò dipende dalla specificità dell'intervento sui gruppi muscolari interessati e dalla maggiore facilità di combinare esattamente i parametri di quantità ed intensità dei carichi.
L'utilizzazione di sovraccarichi consente, per ciascun esercizio, la determinazione precisa del carico di lavoro rispetto al massimale e quindi la maggiore facilità di previsione degli effetti del lavoro stesso.
Altro elemento importante è rappresentato dal miglioramento delle capacità di differenziazione, in conseguenza del raffinato controllo neuromuscolare necessario per l'esecuzione di esercizi con percentuali di carico differenti, anche in rapporto alla corrispondente esercitazione a carico naturale.
Nell'ambito dei mezzi utilizzati, è necessario considerare gli effetti delle esercitazioni con bilancieri e manubri rispetto a quelli indotti dalle macchine di vario tipo. Queste ultime consentono di eseguire esercizi con escursione guidata e controllata del movimento, e sono assai valide nella fase iniziale dell'allenamento e per la riabilitazione di atleti infortunati. In particolare, le macchine isocinetiche sono dotate di volani, frizioni o meccanismi pneumatici che determinano una velocità costante nell'esecuzione dell'esercizio.
Inoltre, nell'utilizzazione di carichi elevati, il lavoro con le macchine riduce notevolmente il rischio di traumi ed infortuni.
Volendo invece agire sul miglioramento delle capacità di controllo fine del gesto e sul maggior coinvolgimento delle capacità volitive degli atleti, è preferibile l'utilizzazione del bilanciere "libero", utilizzando però esercitazioni tecnicamente ben conosciute e percentuali di carico adeguate.
È di rilevante importanza, da un punto di vista metodologico, la possibilità di preparare esercizi "complessi" attraverso l'esecuzione di esercizi "semplici". Ad esempio, lo slancio è molto utilizzato come esercizio di sintesi nella preparazione fisica: la sua complessità può però essere causa di infortuni in caso di errori esecutivi, e risulta quindi necessario utilizzare altri esercizi (tirate, girate e spinte) come tappe intermedie per la sua acquisizione.
Un altro interessante aspetto è rappresentato dalla combinazione di più metodiche di lavoro, con differenti tipi di contrazione muscolare (esempio: nel 1/2 squat jumbo le contrazioni eccentriche in fase di ammortizzazione sono seguite dalla contrazione concentrica durante la spinta).
Sono importanti anche gli effetti positivi indotti sulla muscolatura antagonista: lo stiramento (per esempio nella posizione di massima chiusura in uno squat alla pressa) e una maggiore eccitabilità nervosa delle fibre muscolari.
La maggiore difficoltà di un piano di preparazione fisica è insita comunque nei rapporti e nelle interconnessioni fra i vari elementi della preparazione, specie per quanto riguarda gli effetti delle esercitazioni di potenziamento a carattere generale e speciale, e le esercitazioni a carattere speciale con finalità tecnico-tattiche. Una corretta programmazione del lavoro è quindi indispensabile per l'ottimale incremento del complesso delle capacità degli atleti.

Fonte:

Corso nazionale maestri

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