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L’attività fisica previene i tumori?
Non tutti sanno che l’attività fisica, oltre ad avere un ruolo preventivo nei confronti delle malattie cardiovascolari, del diabete e dell’obesità, contrasta l’insorgenza di altre malattie, come il decadimento mentale senile, la depressione, la disfunzione erettile dell’anziano, ed anche alcuni tumori, in particolare il cancro del colon e della mammella.
Secondo il World Health Report 2002 dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) l’inattività fisica sarebbe alla base di 1.9 milioni di morti all’anno, e del 10-16% dei casi di cancro del seno e del colon (oltre che di una proporzione analoga di casi di diabete e del 22% delle malattie cardiovascolari). (1) In un recentissimo studio su oltre 100.000 donne seguite per 24 anni, il 31% delle morti premature totali e il 21% di quelle dovute a tumori nelle non fumatrici erano correlate con sovrappeso e inattività fisica. (3)
Purtroppo, però, almeno il 60% della popolazione mondiale non raggiunge i livelli di attività fisica minimi che sarebbero indispensabili per la salute. Dai dati ISTAT del 2002 oltre il 40% degli italiani risulta sedentario.
L’attività fisica influenza numerose funzioni dell’organismo umano potenzialmente correlate con il rischio di tumori: la funzionalità cardiovascolare e polmonare, la motilità intestinale, la produzione di ormoni, il bilancio energetico, la funzionalità immunitaria, la produzione di anti ossidanti e la riparazione del DNA. (2)
L’associazione fra inattività e cancro del colon è quella più forte e meglio documentata. Gli effetti negativi della sedentarietà possono in parte spiegare la maggior frequenza del cancro del colon nelle nazioni industrializzate e nelle aree urbane. Già nel 1995 uno studio su oltre 47.000 sanitari americani di sesso maschile ha messo in evidenza un’associazione inversa tra sedentarietà e cancro del colon (con un dimezzamento del rischio nei soggetti attivi) e fra sovrappeso e cancro del colon, particolarmente marcata in presenza di una distribuzione addominale del grasso, con un rischio relativo pari a 0.53 (8). Studi successivi hanno confermato questa associazione. (10,11,12)
Più controversa è l’associazione con il cancro del retto, ma un recente studio su 952 soggetti di entrambi i sessi ha messo in luce una riduzione marcata del rischio, particolarmente nei soggetti che praticano attività fisica intensa. (9)
Anche il rischio di carcinoma della mammella si riduce del 14-30% con l’attività fisica (2,13,14) e vi è una correlazione dose-risposta, anche se l’associazione è minore che per il cancro del colon. Tra i meccanismi proposti per spiegare l’effetto protettivo, la riduzione del grasso corporeo (e quindi della produzione di estrogeno a partire dagli androgeni) e la riduzione dell’insulina e di altre proteine circolanti che influenzano la disponibilità di estrogeni ed insulina (13,15). L’effetto protettivo si verifica anche nelle donne in terapia ormonale sostitutiva (13).
Un effetto protettivo è stato ipotizzato, ma non dimostrato con certezza, anche per i tumori della prostata e del testicolo (attraverso un’azione sulla produzione di ormoni sessuali), dell’endometrio, del polmone (per il miglioramento della ventilazione e della perfusione polmonare, con riduzione della permanenza delle sostanze carcinogene nelle vie aeree) e del rene, oltre che per le neoplasie ematologiche. (2,4,17)
Un aspetto da approfondire in studi futuri è quello del possibile ruolo di confondimento dovuto all’esposizione ad altri fattori di rischio come dieta, uso di alcol e tabacco, predisposizione genetica (2)
Inoltre, si è constatato che l’attività fisica può avere un ruolo importante nel trattamento e nella riabilitazione dei pazienti affetti da cancro (5,6), in quanto riduce la sensazione di affaticamento, migliora l’efficienza fisica, influenza positivamente la qualità di vita, (7) contrasta la depressione e riduce la comparsa e la progressione di eventuali altre patologie. Un adeguato programma di movimento potrebbe addirittura avere un ruolo nella prevenzione delle ricadute e nell’incremento della sopravvivenza dei pazienti oncologici (2,6), anche grazie all’azione dell’esercizio fisico sul sistema immunitario. Mentre in passato i medici consigliavano generalmente il riposo alle persone con tumori maligni in stadio avanzato, si sta quindi facendo avanti la consapevolezza che il movimento può aumentare l’efficienza fisica e quindi migliorare la qualità di vita di queste persone. Sono però necessari studi più approfonditi anche su questi aspetti del trattamento dei pazienti oncologici.
Effetti preventivi dell’attività fisica nei confronti dei tumori

In conclusione, l’attività fisica ha un ruolo crescente nella prevenzione dei tumori. E allora che fare, in pratica, per ottenere questo beneficio preventivo?
Innanzitutto bisogna distinguere fra chi è già attivo, chi non lo è ma vorrebbe iniziare, e chi l’esercizio fisico proprio non lo gradisce. Per chi è già attivo, bisogna tenere presente che per il mantenimento della salute, e quindi anche per la prevenzione dei tumori, sono consigliati 30 minuti di attività fisica, ad esempio cammino a passo spedito o bicicletta, 4-7 giorni alla settimana, oppure 10.000 passi al giorno (misurabili facilmente con un apparecchietto poco costoso e semplice da usare, il pedometro). Per essere efficace l’attività deve avere una intensità sufficiente a produrre una certa sudorazione ed accelerazione del battito cardiaco. Quindi può essere consigliabile tenere un diario dell’attività fisica effettuata normalmente, ad esempio per una settimana, e poi “ritoccare” i tempi e le intensità di sforzo se necessario.
Per quanto riguarda chi vuole iniziare, cioè per i soggetti non allenati, è bene farlo molto gradualmente, ad esempio misurando il numero di passi effettuati abitualmente ed aumentandoli di 500 ogni due settimane; oppure iniziando da 15 minuti di cammino al giorno (5 di cammino lento, 5 di cammino veloce e 5 di cammino lento), e aumentando il cammino veloce di 3 minuti alla settimana fino a raggiungere i tempi consigliati. Molto importante sarebbe, per la maggior parte delle persone, trovare un amico o un gruppo con cui svolgere l’attività. Altri possono preferire invece di portare giornalmente a spasso il proprio cane.
E se proprio l’attività fisica non ci piace? Bè, innanzitutto c’è chi detesta la palestra, il nuoto o la corsa, ma magari ama ballare o fare giardinaggio, o viceversa. Quindi si può provare a passare in rassegna le varie opportunità di muoversi senza limitarsi a quelle “classiche”. Per la maggior parte delle persone, l’attività fisica non solo fa bene alla salute, ma è anche molto piacevole, specie se svolta in compagnia. E allora, cominciamo semplicemente a pensarci: il resto forse verrà da sè.
Link esterno correlato: Tumori e cancro


Articolo dedicato a Maria Pesce
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