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Per lombalgia si intende il dolore localizzato al di sotto del margine costale e al di sopra della piega glutea.
La lombalgia acuta si verifica quando la sua durata è inferiore alle 6 settimane; se la lombalgia dura tra le 6 e le 12 settimane, allora si tratta di lombalgia sub-acuta; oltre le 12 settimane la lombalgia diventa cronica.
I fattori di rischio del dolore lombare possono essere di tipo individuale (costituzione, postura ed età), legati a particolari tipi di attività (attività sportive e/o lavorative), oppure psicologici e/o emotivi.
Non si consiglia di eseguire esercizi per la schiena durante la fase acuta; superato il dolore più forte, viene raccomandata la pratica di un’attività fisica a basso impatto, come camminare, nuotare e fare stretching. In particolare, lo stretching (movimenti di allungamento) consente di alleviare la tensione e migliorare l'elasticità della muscolatura paravertebrale e lombare.
I principali esercizi per il trattamento della lombalgia hanno lo scopo di allungare sia la muscolatura paravertebrale, che quella dei flessori della coscia (cioè i muscoli posteriori della coscia). A ciò si deve aggiungere il potenziamento dei muscoli addominali, in particolare del retto e degli obliqui interno ed esterno dell’addome.
La ricerca del delicato equilibrio tra lo sviluppo della muscolatura addominale e quello della muscolatura lombare, consente di ridurre al massimo il rischio di lombalgia.
Quando si sollevano gli arti tesi dalla posizione supina, non è raro che si possano avvertire dei fastidi a livello della regione lombare [1].
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Tali fastidi insorgono principalmente perché, oltre ai muscoli addominali, interviene un particolare muscolo poliarticolare che collega la colonna vertebrale al femore: l'ileopsoas. L’ileopsoas oltre ad essere il più potente flessore della coscia a livello dell'articolazione dell'anca, è anche un importante muscolo iperlordotizzante del tratto lombare della colonna vertebrale. Inoltre, è il muscolo che viene maggiormente sollecitato durante la deambulazione e la corsa. Il muscolo ileopsoas è sollecitato anche quando il soggetto da supino (disteso schiena a terra) solleva (flette) il busto. [1]
Durante l'esecuzione degli esercizi, è assolutamente necessario controllare sempre la retroversione attiva del bacino. Per esempio, quando si esegue il mezzo squat, è sbagliato ricercare "innaturali" retroversioni del bacino con conseguente riduzione e/o eliminazione della lordosi fisiologica (rischio di compressione anteriore del disco). Per contro, l'eccessiva azione in lordosi è impedita da un intervento attivo, ad alta intensità, della muscolatura addominale in toto e di una "cintura da pesistica" ben stretta, che consentono un corretto svolgimento del gesto motorio con sovraccarico. L'equilibrio del bacino, tra antiversione e retroversione, costituisce il cardine di una corretta azione biomeccanica. [E. Zanini - PVnov98].
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Bibliografia:
[1] Maella - Addominali e mal di schiena - http://www.maella.it/Download/Benessere - Fisioterapia - Addominali E Mal Di Schiena.pdf
IL MAL DI SCHIENA – Spezia running
Percorso Diagnostico-Terapeutico per la GESTIONE del PAZIENTE CON LOMBALGIA ACUTA; Percorso diagnostico-terapeutico tra il territorio e l’ospedale approvato con delibera ASL BG n.634 del 19/11/2003 - revisione aprile 2007
ADDOMINALI - Rinforzo della muscolatura - E. Zanini - PVnov98
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