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La valutazione dello stato nutrizionale e antropometrico del body builder è la prima cosa da prendere in considerazione quando si vuole raggiungere lo stato di forma ideale.
La valutazione antropometrica è determinata dall’analisi dei test relativi al peso corporeo, all’altezza, alle circonferenze (e diametri corporei) e alle pliche cutanee.
Il peso forma del body builder è normalmente superiore rispetto a quello di altri atleti e la sua misura dipende soprattutto dall’entità delle masse muscolari sviluppate. In questo senso assume particolare importanza la valutazione della massa magra (cioè i muscoli) e di quella grassa (cioè l’adipe). Uno dei sistemi più semplici per rilevare la massa grassa dell’atleta è dato dalla plicometria.
Il plicometro è un calibro che misura i millimetri di spessore della plica su diverse sedi; quelle più utilizzate sono rappresentate da:
Plica Tricipitale: misura effettuata sul lato posteriore del braccio, a metà strada tra l’acromion e l’olecrano;
Plica bicipitale: misura eseguita alla stessa altezza della plica tricipitale, ma sul lato anteriore del braccio;
Plica sottoscapolare: si misura sotto la punta inferiore della scapola, a 45 gradi rispetto alla verticale;
Plica sovrailiaca: sopra la cresta iliaca, lungo la linea ascellare media.
In linea generale, le misure vengono effettuate sul lato non dominante (almeno tre per ogni plica). Dalla somma delle pliche, utilizzando diverse equazioni, si ottiene il valore della densità corporea. Dalla densità corporea si ottiene la percentuale di grasso corporeo.
Il metodo delle 3 pliche cutanee (Jackson-Pollock) è indicato soprattutto negli atleti che hanno una distribuzione difforme della muscolatura dei vari distretti corporei. Le misurazioni vengono eseguite a livello pettorale, addominale e anteriore coscia. Nella donna, invece, si misura a livello tricipitale, sovrailiaco e anteriore della coscia.
Per quantificare correttamente l’apporto calorico del body builder è necessario calcolare il consumo calorico quotidiano. A questo proposito la prima cosa da fare è misurare il metabolismo basale, cioè l’attività metabolica di un soggetto che si trova in posizione supina, completamente rilassato e a digiuno da 12 ore; la temperatura dell’ambiente circostante deve essere di circa 20 gradi centigradi.
Il metabolismo basale viene influenzato da vari fattori: la superficie corporea, l’età, il sesso, il clima, la razza, lo stato nutrizionale, lo stato di salute, gli effetti ormonali e i farmaci. Atleti di taglia piccola hanno generalmente un metabolismo basale più alto di quelli con una superficie corporea maggiore. Il metabolismo basale della donna è inferiore rispetto a quello dell’uomo.
Dal punto di vista ormonale, i principali ormoni che influenzano il metabolismo basale sono rappresentati dalla tiroxina e dall’adrenalina.
Esistono poi delle equazioni che predicono il metabolismo basale sulla base del peso corporeo in relazione ai vari livelli di attività fisica giornaliera che, moltiplicati per il MB, danno il consumo calorico totale giornaliero, ovvero il metabolismo totale.
Generalmente i bodybuilders non consumano molti carboidrati (anche se l'apporto calorico complessivo rimane alto). Stessa cosa vale per i grassi, che vengono utilizzati con moderazione, facendo attenzione soprattutto alla loro qualità e privilegiando, in questo senso, i lipidi di origine vegetale rispetto a quelli che derivano dagli animali.
Le proteine rimangono, invece, il supporto preferito per chi pratichi un’importante ed intensa attività fisica con i pesi. Gli atleti di body building assumono spesso una quantità di proteine che supera di gran lunga i livelli raccomandati dalle autorità scientifiche internazionali, le quali ritengono congruo un fabbisogno giornaliero di circa 1,3-1,7 grammi per chilo di peso corporeo.
In linea di massima, comunque, se l’alimentazione copre il fabbisogno energetico dell’organismo e contiene una quantità “normale” di proteine, che forniscano almeno il 12-15% dell’energia totale, non è richiesta alcuna integrazione di proteine, anche negli atleti durante i periodi di allenamento.
Infine, per la valutazione delle circonferenze corporee si fa riferimento alle dimensioni dei vari segmenti del corpo in senso trasversale. Si possono così valutare la crescita di un individuo, la distribuzione del suo tessuto adiposo sottocutaneo, il rischio andare incontro ad una o più malattie cardiovascolari, lo stato di nutrizione (circonferenza del braccio o della coscia) e la costituzione (longilinea, normolinea o brevilinea) del soggetto, attraverso la misurazione della circonferenza del polso e del torace.
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