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La flessione del busto da posizione supina, spesso, tende ad essere fastidiosa o addirittura dolorosa per chi soffre di problemi cervicali, soprattutto per gli atleti principianti, cioè coloro che durante l’esercizio non concentrano bene lo sforzo sul distretto muscolare interessato (retto dell’addome). Infatti, molte persone tendono a flettere anche il collo, quando invece la flessione dovrebbe essere solo quella del tronco, utilizzando, appunto, la forza della parte più anteriore della parete addominale. Ricordatevi sempre di espirare durante la fase attiva del movimento (cioè la flessione del busto) ed inspirate durante quella passiva.
ESERCIZI:


Con le mani dietro la nuca. Appoggiare le gambe sopra la sedia favorisce il ritorno venoso e quindi il movimento.
Flessione del tronco mantenendo le braccia distese avanti e le gambe flesse.

In questo esercizio, attraverso l’“autoabbraccio” da posizione supina, lavoriamo contemporaneamente sia sugli addominali alti, che su quelli bassi (è un esercizio molto faticoso). È importante mantenere sempre il tronco, le braccia e le gambe in sospensione durante la fase di massima distensione degli arti; tale posizione determina il mantenimento della contrazione dei muscoli addominali interessati. È un esercizio sconsigliato per chi soffre di patologie cervicali o per atleti principianti.
*Variante con i cavi o al pulley

Flessione del tronco mantenendo i piedi ben ancorati alla palla.
Questo esercizio è indicato soprattutto per coloro che soffrono di patologie lombari, in quanto la superficie morbida del pallone attutisce i traumi e si adatta alla fisiologica curva lombare. Può essere eseguito sia con le mani dietro alla nuca, che con le braccia al petto.
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